Ottocento

I musicanti non sono musicisti.
I musicanti non compongono musica da teatro né vantano un’ esecuzione eccezionalmente raffinata ma sicuramente infiammano i cuori del loro pubblico quando, nelle sere d’estate, fanno rivivere nella piazza centrale del paese le arie dei grandi melodrammi italiani : quelli in voga nei teatri alla moda, giù in città, a Firenze.
A noi piace immaginarli così i musicanti della “Banda Militare dei Dilettanti”: mentre regalano sogni ed emozioni alla gente che cerca nella sera refrigerio e il meritato rifugio dalla calura estiva, sperimentata ogni giorno nei campi.
E’ il 1822, fin da subito i nostri “dilettanti” sono molto numerosi e, ci dicono gli studi storici, molto ben preparati in quanto formatisi presso le migliori maestranze fiorentine dell’epoca, anche per questo la nuova istituzione viene accolta con enorme entusiasmo dalla popolazione tanto da essere definita dallo storico Francolini “delizia di San Casciano”.
Il Capobanda è Giuseppe Pistolesi primo delle molte guide con cui la nostra banda avrà l’onore di collaborare durante il suo lungo percorso storico e musicale.
Ma la banda non è solo foriera di svago e cultura: qui, nel Chianti, dove la vita è ancora scandita dai ritmi incalzanti della terra e di una religiosità gioiosa quanto devota, le attività della filarmonica accompagnano e sottolineano ogni evento della vita della comunità, dalle solenni processioni liturgiche alle varie sagre e festività patronali che richiamano centinaia di persone dalle frazioni e dai paesi vicini.
Nel 1838 la banda cambia il proprio nome in “Società Filarmonica di San Casciano in Val di Pesa”; il suo ruolo sociale è talmente sentito che nel 1843 il Municipio, vista l’utilità pubblica del sodalizio, decide di assegnare ai musicanti un compenso annuo di 133 Lire (che saliranno a 350 nel 1856) richiedendo, d’altronde, servizi obbligatori quali il Corpus Domini, San Cassiano (patrono del paese) e altre cerimonie civili e militari.
Purtroppo, successivamente a questo primo rigoglioso periodo, la brillante istituzione conoscerà anni di crisi principalmente a causa della progressiva dispersione dei musicanti e, soprattutto, dalla mancanza di fondi: nell’agosto del 1862 verrà addirittura organizzata una colletta popolare per l’acquisto di nuovi strumenti, nel tentativo di far rivivere il corpo musicale che, con pause più o meno lunghe, riuscirà comunque a superare le difficoltà grazie alla determinazione e alla passione caratteristiche di noi fiorentini.

Quella della banda è la storia di un' emozione, di un sentimento, di uno dei piccoli grandi miracoli propri dell’Arte nel suo senso più profondo e ispirato.

E’ la storia di tutti coloro che hanno scoperto, scoprono e scopriranno il piacere di condividere una passione e di coltivarla assieme giorno dopo giorno, anno dopo anno, percorrendo un cammino antico ma ogni volta nuovo, come la sublime Arte che lo ispira: la Musica.

E’ la storia di una “creatura” sociale nata con il principale scopo di proporre e promuovere, in maniera divertente ma consapevole, la cultura musicale presso un pubblico quanto mai eterogeneo come quello delle realtà rurali italiane, dando origine, infine, ad una preziosa tradizione nazionale dal sapore autentico e genuino.

Anno 1899 primo documento fotografico dell'allora "Società Filarmonica di sanCasciano in Val di Pesa"

Novecento

Alla fine dell’Ottocento, grazie ad un rinnovato slancio economico e artistico, si riscopre l’amore per il volontariato bandistico fino a contare, addirittura, una cinquantina di musicanti, per un organico strumentale vario e ricco di novità che accompagnerà i primi anni del nuovo secolo con numerose iniziative e manifestazioni come i raduni bandistici chiantigiani e l’inaugurazione di simboli del progresso quali la ferrovia, l’arrivo dell’elettricità e la sala cinematografica.
Nel secondo decennio del ‘900, rispettando la tradizione di un paese profondamente dedito alla propria memoria storica, la filarmonica prenderà il nome definitivo di “Corpo Musicale Oreste Carlini” in onore di un valente musicista sancascianese dell’ottocento che fu compositore di musica per banda e direttore di banda lui stesso.
In seguito, nonostante due soli periodi di pausa obbligata durante le guerre, l’operato della banda continua con brio e decisione, adattandosi, di volta in volta, alle necessità dei contesti storici che arricchiscono di nuove musiche, occasioni di festa e di commemorazione collettiva la vita delle campagne fiorentine.
Sarà proprio a partire dal secondo dopoguerra (1945-46) che l’organizzazione bandistica assume la sua connotazione, più moderna e importante, di preziosa realtà culturale e tradizionale da salvaguardare e perpetuare con amore e dedizione, ricevendo numerosi riconoscimenti e sovvenzioni dal comune stesso e vedendo impegnati nelle proprie file, sia come musicanti che come dirigenti, personalità d’alto profilo umano e musicale come Fortunato Fontanelli ( indimenticabile sancascianese che dedicò tutta la vita alla banda cui è titolata la scuola musicale),Graziano Giani,Gianfranco Fusi …
Da allora essa è presene in tutte le manifestazioni pubbliche di rilievo, accompagna i cortei civili e le processioni religiose, spesso si esibisce in Piazza Pierozzi o altrove in concerti che richiamano sempre folle attente e festanti, partecipa assieme alle altre bande della provincia e della regione alle cerimonie di maggior risonanza. Interviene nel ’70 al Convegno nazionale delle misericordie a Livorno, dove merita la coppa per il miglior complesso bandistico, ed è ospitata sulla navescuola Vespucci. A Roma sempre nel ’70 sfila con tutte le bande toscane in Piazza San Pietro davanti a Paolo VI ed è ricevuta dal sindaco in Campidoglio.

Storia recente

A tutt’oggi la banda è una solida realtà sociale e culturale, estremamente attiva durante tutto l’arco dell’anno, sia per servizi tradizionali (sfilate e processioni) che per concerti, operando prevalentemente su tutto il territorio comunale e ovunque se ne renda necessaria e gradita la presenza; intrattiene rapporti con altre associazioni culturali e di volontariato, curando un gran numero di collaborazioni e amicizie, così da stimolare una costante e costruttiva crescita, sia musicale che personale, di tutti i suoi membri e musicanti.
Da sempre il corpo musicale O Carlini si rivolge soprattutto ai più giovani perché non vada perso il gusto del fare insieme della buona musica e si tramandi l’importanza della cooperazione per proteggere e garantire un futuro ad un mondo ricco di storia e tradizioni quale quello bandistico.
Per questo, ininterrottamente dal 1973, una valida scuola di musica permette di arricchire e inserire nell’organico nuovi giovani musicanti avvalendosi di insegnanti qualificati.
Attualmente la banda conta 40 musicanti e dal 1980 su un gruppo di majorettes.
Direttore del Corpo Musicale O.Carlini dal 2005 è il giovane Maestro Andrea Gheri allevato nelle nostre scuderie fin dalla più tenera età e allievo del Maestro Romano Simoncini che, con molte soddisfazioni, ha diretto il corpo musicale per il precedente ventennio (1983-2004).
Un pensiero speciale va inoltre a un eccezionale Claudio Gheri che da 30 anni possiamo vantare come nostro presidente, e ad un altrettanto eccezionale Consiglio Amministrativo: unici come sempre per entusiasmo e voglia di fare sono loro le vere anime motrici dell’associazione tutta.

Anno 1970 la banda che sfila per la via principale del paese

Anno 1982 il corpo musicale Oreste Carlini posa per una foto ricordo nel giardino di Villa Borromeo